LA STORIA DEL SISTEMA SENPAI - KONAI

Il sistema senpai-kohai è esistito fin dal principio della storia nazionale giapponese, ma soprattutto tre sono stati i fattori che hanno dato un forte impatto a favore del suo sviluppo: l'etica concentrata tutta sulla società che è alla base dell'insegnamento di Confucio, il sistema tradizionale della famiglia giapponese e l'antica legge riguardante il diritto civile.

Il confucianesimo è giunto dalla Cina tra il VI e il IX secolo d.C., ma la linea di pensiero a partire dalla quale derivò un profondo cambiamento nei rapporti interni alla società giapponese è stata quella del neo-confucianesimo, che divenne la dottrina ufficiale dello stato durante lo shogunato Tokugawa (1603-1867).

Il precetto di lealtà e pietà filiale intesa come un tributo e un omaggio (朝貢 chōkō) domina la vita interna dell'intero Giappone in quel tempo, in quanto il rispetto per gli anziani e per gli antenati che avevano insegnato il confucianesimo cinese accolto poi dai nativi giapponesi è massimo.

Queste influenze sono poi trascese anche nella vita quotidiana.

Inoltre, come altre influenze culturali provenienti dalla Cina, vennero poi adattate in modo selettivo per i bisogni interni: per esempio il senso d'equità caratteristico del confucianesimo divien fedeltà al proprio signore e lealtà nei confronti dell'imperatore.

Il concetto di ie (家) caratteristico del sistema familiare anche confuciano e governato da rigidi codici di condotta, ha avuto una notevole influenza sulla costituzione del rapporto senpai-kohai.

All'interno d'un tal sistema il padre aveva il potere assoluto per tutto ciò che concerneva l'istituzione familiare.

Il padre assume il comando perché è colui ch'è stato a sua volta educato e possiede quindi una superiore saggezza etica; deve poi tramandar tutte le sue conoscenze al figlio maschio primogenito che deve ereditare le proprietà di famiglia.

La riverenza ed umiltà nei confronti dei superiori è considerata una delle massime virtù nella società giapponese e primo esempio di ciò, la moglie e i figli debbono obbedire ai desideri del capofamiglia.

Ultimo tra i fattori che hanno influenzato il sistema vigente senpai-kohai è stata la vecchia lege civile che governò l'impero a partire dal 1898, che ha rafforzato le antiche regole di privilegio ed il sistema tradizionale familiare, fornendo così una chiara definizione dei valori gerarchici all'interno dei rapporti privati interfamiliari.

Questo è stato conosciuto come Koshusei (戸主制  letteralmente "il sistema del capofamiglia") in cui il capo della casa aveva il diritto di tramandare i propri voleri al figlio maggiore che avrebbe ereditato la sua posizione all'interno della famiglia.

Tali tradizioni sono state abolite legalmente a partire dal 1947, tuttavia gli ideali connessi ad esse son stati mantenuti nel corso degli anni seguenti tanto da aver un effetto duraturo sulla mentalità giapponese, influenzandone psicologicamente anche i comportamenti.